Il dovere di far 'sposare' la Musica con lo Strumento giusto

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Passo dopo passo… Il passo successivo è stato quello - come al solito più evidente e forte all’estero - di cominciare ad utilizzare con puntualità gli stessi Strumenti che i grandi Autori e Chitarristi del passato avevano scelto, impiegato regolarmente e amato.

Un esempio tra tutti? Il bravo Pavel Steidl, che suona Mertz su una Stauffer. Così come altri prediligono una Fabricatore per interpretare Giuliani. Se si devono eseguire brani di Tarrega e Llobet - invece - diventerebbe abbastanza doveroso procurarsi una Torres, una Garcia o una Simplicio. Ove monetariamente e praticamente possibile, certo. Del resto, ve lo assicuro, la differenza si sente (e si vede pure)! Anche, semplicemente, ascoltando un CD.

Ma - appunto - chi erano Stauffer, Fabricatore, Torres, Garcia o Simplicio? Erano dei Liutai. E lo erano, per l’appunto, con la ‘L maiuscola’. Perciò ne riparleremo spesso: nei prossimi Concerti, nei prossimi Post, probabilmente nelle prossime ‘schede’ legate alle Chitarre della MusicAtelier Collection e (perché no?!) del Negozio OnLine di MusicAtelier.

Tuttavia, un’altra considerazione va fatta assolutamente subito: soprattutto negli ultimi anni, la ricerca - a tutti i costi!!! - della proiezione e della potenza sonora hanno fatto spesso dimenticare quale Cultura Musicale esprimevano certi brani; e quali fossero, in effetti, le loro reali sonorità. Una riflessione che, se è ancora uscita di mente a determinati Liutai e Chitarristi, non vogliamo che sfugga mai a noi. E ai nostri Amici/Utenti ;-) Siamo qui (anche) per questo!

Marco D'Agostino - Titolare di MusicAtelier e Collezionista di Chitarre Storiche

 

La passione per gli Strumenti Originali: una tendenza recente

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Il giovane e bravo M° Pierluigi Clemente mostra la sua Chitarra di Mirecourt (1850 c.), già parte della MusicAtelier Collection. Durante il Primo Concerto della III Edizione di TRA ROSE SONORE - Una Rassegna sulla Chitarra Storica (gennaio-aprile 2017, Treviso).

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Ricordate? Accennavamo già in uno dei nostri precedenti ‘incontri’ che la riscoperta della Chitarra Storica è stata per un certo tempo un argomento riservato a pochi; e solo negli ultimi vent’anni è diventato un fenomeno (relativamente) ‘di massa’. Un fanomeno certamente legato al Collezionismo, agli studi di Filologia Musicale e magari alla particolare passione per la Musica dell’Ottocento Europeo.

Chi si è avvicinato con questo spirito agli Strumenti Storici si è prima di tutto chiesto quale doveva essere la Sonorità dell’epoca presa in considerazione. Quindi ci si è sforzati di riprodurlo, quel Suono. Il grande Direttore e Musicologo tedesco Nikolaus Harnoncourt - per esempio - lo ha fatto approfondendo la Strumentazione Bachiana; e i risultati sono stati sorprendenti. Poi altri lo hanno seguito in questa avvincente scommessa, interessandosi in particolare degli Organici Orchestrali Classici. E la strada della riscoperta degli Strumenti Originali si è così pian piano allargata, definita, arricchita di particolari e dettagli non certo di poco conto.

Detto ciò, se oggi ci mettiamo ad ascoltare ‘musica antica’ registrata negli anni '50-'60, possiamo solo sorridere con indulgenza: come dire… Non sapevano ancora ‘quel che facevano’ e troppi tasselli mancavano allora al puzzle completo della conoscenza musicale filologica del passato. Del resto, come si diceva all’inizio, i Repertori dei secoli trascorsi sono stati soggetti a interpretazioni più sensibili e approfondite solo nel corso degli anni più recenti; cosa che ha significato (prima o dopo) una necessità quasi ‘fisica’ di venire a contatto con Strumenti Originali (o facsimili, ma molto ben riprodotti!), concepiti ad hoc per determinati brani/composizioni.

Così, qualche anno fa, è in definitiva successo che alcuni Chitarristi più maturi hanno iniziato a chiedersi come potesse essere Sor suonato su una Chitarra dell’Ottocento. Ovvero se per il Terzo Concerto di Giuliani fosse più adatta una Chitarra Terzina… E con quali CordeInsomma, domande solo all’apparenza di singolare poco conto. E, invece, tutt’altro che peregrine.

Ecco. La prossima volta torneremo, per esempio, proprio sul tema delle Corde. Perché - anche qui -  la riscoperta delle Corde in Budello (usate sulle Chitarre fino alla II Guerra Mondiale) è ancora un fenomeno molto isolato. Ma anche molto interessante e sintomatico. Una scelta ardua, ma coerente. Una scelta che accomuna il Duo Maccari-Pugliese con le sue Guadagnini e il M° Stefano Grondona (in particolare nelle Incisioni su Chitarre Antonio de Torres).

Alla prossima, dunque. Sempre, assolutamente, su 'sei corde storiche' ;-)

Marco D'Agostino - Titolare di MusicAtelier e Collezionista di Chitarre Storiche

 

La verità? I Collezionisti d'Archi hanno cominciato prima!

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Chitarra Stauffer Modello Legnani datata al 1827 (MusicAtelier Collection)

Una buona tazzina di caffè e… Riprendiamo il discorso? Riprendiamo il discorso. In Atelier o al bar, dopo un Concerto oppure (appunto!) qui ne Il Nostro BlogRiprendiamo il discorso!

Dopo aver stabilito i parametri cronologici entro i quali inscrivere (con le dovute eccezioni) gli Strumenti definibili a tutti gli effetti Storici, c'è d'altronde una seconda cosa che ci dobbiamo subito chiedere, e cioè da quando è iniziato l'apprezzamento dell'Antico da parte dei Musicisti. Del resto, non stiamo parlando solo di 'oggetti del passato' da esporre dietro una vetrina; bensì stiamo anche guardando a Manufatti spesso ancora potenzialmente in grado di aprirci porte incredibili. Mondi sonori che probabilmente pensavamo sepolti.

Bene. L'interesse verso l’Antico nasce in primis nel mondo degli Archi, che - non possiamo non ammetterlo - sono sicuramente una classe di Strumenti considerata più 'nobile' della mia amata Chitarra. Anzi, è giusto dire che questa attenzione - tra gli appassionati dei Violini - è in realtà anche di vecchia data: il piemontese Conte Cozio di Salabue (1755-1840) - per esempio - comprò già ai suoi tempi tutti gli attrezzi da lavoro di Stradivari e alcuni suoi Violini, sicuro che questi avrebbero sempre più acquistato pregio e valore di mercato.

Così, in seguito, si sviluppò un nutrito commercio di Violini d’Epoca. E, a partire dalla seconda metà del ‘700, gli Archi d’Autore hanno quindi attirato un interesse sempre più spiccato e forte, da parte dei Collezionisti, ma anche degli stessi Musicisti.

Ovvio che questa passione di vecchia data si è anche riverberata sui prezzi degli Strumenti ad Arco. Penso, del resto, che di questo aspetto siano al corrente anche i più digiuni di Musica e di Collezionismo… Quante volte, infatti, abbiamo sentito d'uno Stradivari o di un Guarneri del Gesù venduti a cifre stratosferiche? Ce lo hanno raccontato persino i telegiornali, sovente.Tra una notizia di cronaca e un'intervista a qualche personaggio, i Violini Antichi (e il loro valore da capogiro) sono entrati in casa pure delle persone più lontane dagli interessi musicali. E anche per questo la cosa, in qualche modo, quasi non fa più scalpore.

Passando al mondo delle Chitarre Acustiche Storiche non è neanche possibile un confronto con gli Archi, in termini di valutazione economica. I più importanti Liutai che le costruirono - del resto - restano lontanissimi da certe quotazioni, abituali invece per i Violini. Perché? Le ragioni sono, al solito, diverse. E varrà la pena di prendersi un altro caffè per approfondirle meglio insieme. ;-) Con o senza zucchero?

Allora, appuntamento - sempre qui su Il Nostro Blog - prima di Natale. Sarà l'occasione anche per scambiarsi dei sinceri Auguri di Buone Feste 2016/2017.

Marco D'Agostino - Titolare di MusicAtelier e Collezionista di Chitarre Storiche

 

Le ragioni di un (parziale) successo

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Iniziato bene il Nuovo Anno?... Bene!... Non c’è male, grazie, anche in Atelier. Soprattutto perché sta per ricominciare TRA ROSE SONORE - Una Rassegna sulla Chitarra Storica, di cui (senza presunzione, ma soltanto con molto orgoglio!) posso ben vantare la paternità dell’idea e di gran parte della progettazione. Preparazione oggi certamente condivisa con il valido aiuto dei Soci dell’Associazione Culturale Musicale TACTUS e – in particolare – con il supporto (instancabile) di mia moglie, Rosa Benedicta Nicolini.

Dunque, in questo speranzoso principio di 2017, per inaugurare Vi aspettiamo al Primo Concerto della III Edizione della Rassegna: stavolta col M° Pierluigi Clemente e la sua Chitarra Mirecourt (1850 c). Nell'atrio neoclassico di Ca' Sugana, Municipio di Treviso, sabato 21 gennaio alle ore 20:45. Ovvio, interessati a sentire ‘voci di Chitarra’ un po’ fuori dal solito coro. Ovvio: puntuali ;-)

Ma torniamo subito alle ‘chiacchiere su sei corde’. Riacciuffiamo il filo che era stato interrotto nell’ultimo post di dicembre e il discorso sul confronto tra Archi e Chitarre. E cerchiamo di capire assieme le motivazioni più profonde per cui il nostro ‘strumento preferito’ ha avuto storicamente un ruolo diverso, per esempio, rispetto al Violino. Con le evidenti ripercussioni sul Collezionismo, di cui abbiamo giù accennato nella precedente conversazione de Il Nostro Blog.

I motivi, per la verità, sono molteplici: talvolta anche non così netti, ma forse più sfumati. C’è, anzitutto, il ruolo storico-musicale che la Chitarra ha avuto (e, in parte, ancora ha). Un ruolo marginale se non inesistente nelle Orchestre. Un ruolo popolare e ‘fluido’, destinato a seguire in maniera anche un po’ camaleontica (nel bene e nel male) le mode succedutesi nel tempo. D’altronde - pur essendo uno degli Strumenti più versatili e intriganti che esistano al mondo - la Chitarra Classica non ha mai potuto competere realmente con alcuni altri Strumenti: sia per la sua flebile sonorità; sia per la (apparente) scarsa considerazione ricevuta dai Grandi Compositori. E, di conseguenza, anche il valore estrinseco/monetario delle Chitarre dei Liutai più famosi è restato comunque sempre imparagonabile con quello dei corrispettivi Strumenti ad Arco…

Per quanto riguarda i Compositori del passato, in realtà, interessantissimi documenti ci parlano di come alcuni di loro – magari un po’ segretamente - amassero molto la Chitarra: moltissimi (più di quanti si possa immaginare…) la apprezzarono grandemente nel loro intimo e la suonarono anche, ma poi non la impiegarono mai in modo ufficiale. Domandiamoci il perché…

Tutto ciò non agevolò certo la diffusione della Chitarra stessa, ostacolata anche dalla sempre più prepotente espansione della presenza del Pianoforte. Un vero boom, quello del Piano, durante il XIX secolo; sicché esso non poteva più mancare nelle famiglie borghesi e aristocratiche. Anche a scapito di tutti gli altri Strumenti (Chitarra, Violino, Mandolino…) prima pure molto più utilizzati nei salotti dell’alta società.

Questa, in estrema sintesi, la storia. Una storia che vede la Chitarra sempre apprezzata e ammirata, a tutti i livelli e in tanti contesti diversi (nobili e diffusi, colti e popolari). Ma penalizzata da alcune mode e dalla non spiccata risonanza acustica della sua struttura. Pur avendo le caratteristiche, in verità, di una piccola ‘orchestra in uno strumento’. Assolutamente da sempre.

A febbraio vedremo insieme come sia accaduta, finalmente, una riscoperta delle sonorità particolarissime e affascinanti delle Chitarre Storiche. E come questa rivelazione stia manifestandosi – a livello ‘di massa’ - soltanto da circa vent’anni a questa parte: non di più. Motivo valido per insistere, direi, con proposte come Il Nostro Blog e come la Rassegna TRA ROSE SONORE. Per promuovere in modo efficace (e simpatico) la ricerca tra Suoni e Repertori ritrovati. Con approccio creativo e innovativo, seppur filologico e sempre rispettoso di ciò che è stato costruito ieri.

Al prossimo post e al prossimo Concerto, quindi! Arrivederci a presto...

Marco D'Agostino - Titolare di MusicAtelier e Collezionista di Chitarre Storiche

 

Datazione e Pregio: criteri di distinzione per una Chitarra Storica

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Paletta di una Chitarra Louis Panormo (1845 ca) con meccaniche Baker. Lo Strumento fa parte della MusicAtelier Collection

Tempo fa (certo non era ancora autunno e non faceva tanto freddo...) mi sono trovato a scambiare alcune interessanti battute con un Amico, come me Chitarrista e Collezionista. E proprio da quel simpatico scambio di pareri oggi mi piacerebbe - assieme a voi - in qualche modo ripartire. Anzi, adesso magari recupero rapidamente appunto un po' del tono informale usato in quel nostro dialogo ufficioso; e tento subito di superare la tendenza a uno stile più formale, che nella mia vita ho invece dovuto usare spesso, per esempio scrivendo Articoli Specialistici o tenendo Lezioni in sedi autorevoli. Adesso voglio portare avanti, al contrario, una modulazione ancor più colloquiale e aperta alla 'conversazione'. Proprio come si dovrà sempre usare qui: tra noi Amici di MusicAtelier. Con 'la scusa' di quello stesso ragionamento che andavo facendo col mio Amico, e che ritengo valga comunque ancora la pena d'essere 'perlustrato'. Anche (e soprattutto) ne Il Nostro Blog ;-).

Vi propongo all'istante, quindi, l'argomento inizialmente dibattuto durante la già citata passeggiata, lungo le belle Mura di Treviso. Aprendo così, subito, anche a tutti voi l'eventuale 'botta e risposta'. Infatti, come se fossimo nell'intervallo tra il primo e il secondo tempo d'un Concerto (o anche intorno a una bella tavola imbandita... Perché no?!), ritengo che si possa e si debba parlarne ancora. La disquisizione non è d'altronde affatto terminata...

Il discorso, in sintesi, è partito da un argomento apparentemente (ma solo apparentemente!) semplice. Ovvero: cosa intendiamo per Strumento Storico? Del resto molti, nei forum internettiani dedicati alla Chitarra, si cimentano spesso a dare una risposta (veloce... Troppo veloce?) a questa domanda. E d'altro canto, se ci si pensa bene, invece la questione sarebbe da Specialisti. 

Le opinioni, come potete immaginare, sono plurime. E i criteri di giudizio variano, come anche quelli di attribuzione cronologica. Io resto convinto che la regola non possa che essere una: poiché stiamo comunque parlando di Beni Culturali (tra l’altro potenzialmente tutelabili dall’attuale Normativa), non sbaglieremmo mai a definire gli Strumenti Storici come la stessa Legge di Tutela fa, cioè come “una  testimonianza, storicamente significativa, della civiltà umana”. D’altronde, in un altro articolo dello stesso Testo Unico sui Beni Culturali, si dice anche che non si dovrebbero considerare Opere Storiche (a parte eccezioni) “ le opere di autori viventi o la cui esecuzione (fattura) non risalga ad oltre cinquanta anni”. Un criterio, questo, che a me pare assolutamente adottabile pure per gli Strumenti Musicali.

Dunque, partendo dall’assioma che Storici sono solo quegli Strumenti Musicali che hanno più di mezzo secolo di età e che sono ‘significativi’ per la loro fattura, la loro bellezza e la loro originalità… Potremmo, per esempio, non sentirci di valutare ‘significative’ (o Storiche) alcune Chitarre seriali del XX secolo, escludendo da questo giudizio - però - importanti eccezioni da annoverare nell’ambito della Chitarra Elettrica o Acustica. Voi che ne pensate? Siete d'accordo?

Ecco, fatta un po’ di chiarezza su quello che s’intende per Strumento Musicale Storico, bisognerà quindi fare un po’… Sì, un po’ di (vera) Storia. Siete pronti per questo ‘viaggio a ritroso nel tempo’? Io non vedo l’ora di condividerlo proprio con voi. Del resto, il presente e il futuro della migliore Liuteria/Handmade non può (e non potrà mai) fare a meno di queste radici di Tecnica Costruttiva e di gusto Artigianale. Anzi, spesso, Artistico.

Marco D'Agostino - Titolare di MusicAtelier e Collezionista di Chitarre Storiche